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Zverev blinda il Roland Garros: "Telefono spento e zero social. Il favorito sono io? Penso solo a Jódar"

Con l’uscita di scena prematura di molti big a causa delle temperature torride, il tabellone del Roland Garros 2026 ha un nuovo, grande indiziato per la vittoria finale: Alexander Zverev. Il tennista tedesco, approdato ai quarti di finale sul rosso di Parigi dopo una prestazione estremamente solida contro Jesper de Jong, si trova nell’insolita quanto stimolante posizione di uomo da beatificare del seeding. Una pressione mediatica enorme che Sascha, forte dell’esperienza accumulata nel circuito, ha deciso di disinnescare con una drastica ma efficacissima mossa fuori dal campo.

IL SEGRETO DI SASCHA: TELEFONO SPENTO DA SETTE ANNI

In conferenza stampa, il numero 2 del seeding parigino ha svelato il suo personale protocollo d’isolamento per proteggere la mente nei momenti decisivi dei Major: “Il mio telefono è spento, ma lo è stato negli ultimi sette anni durante gli Slam. Non uso i social media in questo momento. Sto gestendo bene la situazione e farò il possibile per continuare su questa strada”.

Zverev rifiuta categoricamente l’etichetta di favorito assoluto e preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra: “Sono il favorito per la prima volta in uno Slam? Darò la stessa risposta di due giorni fa: mi concentrerò solo sulla prossima partita, è l’unica cosa che posso controllare. Mi sono focalizzato su De Jong e ho giocato una bella partita. Ora penserò solo a Rafael Jódar. Questa è la mia unica preoccupazione” .

LA SFIDA AL NUOVO FENOMENO JÓDAR E IL FATTORE METEO

Il prossimo ostacolo sul cammino del tedesco sarà proprio la rivelazione spagnola Rafael Jódar, reduce da una clamorosa rimonta nel derby contro Pablo Carreño Busta: “È divertente giocare questi tornei per la prima volta. Non hai alcuna pressione e giochi libero, ma è bello anche essere nella mia posizione: gioco a questi livelli da dieci anni e so come gestire certe situazioni. Jódar è un tennista fantastico, era fuori dalla top 100 e ora potrebbe entrare in top 20. Merita tanti complimenti”.

A differenza di altri colleghi che hanno duramente criticato l’afa parigina di questa edizione, il tedesco esalta le condizioni climatiche estreme: “Come sto? Mi sento bene e in fiducia, la schiena è a posto. Il caldo? Per me è difficile rispondere perché io amo il caldo, mi sento a mio agio. Solo alle Olimpiadi di Tokyo non mi sono sentito bene, ma lì stavano tutti per morire in campo. È vero, ci sono state condizioni dure qui a Parigi, ma credo che molte partite sarebbero state brutali in qualsiasi altro posto”.

FOCUS TATTICO-REGOLAMENTARE: IL VANTAGGIO BIOMECCANICO DI ZVEREV COL CALDO

Dal punto di vista tecnico e regolamentare, le condizioni di caldo estremo e secco modificano sensibilmente la fisica della palla sulla terra battuta. L’aria calda, essendo meno densa, offre meno resistenza: la palla viaggia più velocemente e, soprattutto, rimbalza molto più alta dopo l’impatto con il terreno. Questo scenario esalta le caratteristiche biomeccaniche di Zverev. Grazie ai suoi 198 centimetri d’altezza, Alexander riesce a impattare la palla sempre sopra la linea della rete, trasformando il suo servizio in un’arma ancora più devastante e trovando angoli stretti con il rovescio bimane. Al contrario di giocatori dalla struttura più brevilinea o sensibili alla disidratazione, l’efficienza del servizio di Zverev non risente del prolungarsi del match sotto il sole, permettendogli di accorciare i propri turni di battuta e risparmiare energie preziose in vista dei quarti di finale.

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Author: Redazione

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