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Valentin Vacherot rompe il muro dei Top 25: "Mi sento fluido, fisicamente sono al top"

Valentin Vacherot non è più una sorpresa, ma una solida realtà del circuito. Il monegasco, esploso definitivamente dopo l’incredibile cavalcata al Masters 1000 di Shanghai (dove partì da n. 202 per issarsi fino al titolo), ha ufficialmente bussato alle porte dell’élite mondiale. Grazie alla netta vittoria su Gael Monfils ad Acapulco, Vacherot ha centrato i suoi primi quarti di finale del 2026, assicurandosi virtualmente la posizione numero 24 del ranking ATP. Una scalata verticale che dimostra come il suo tennis, basato su un servizio devastante e un diritto letale, sia ormai pronto per i palcoscenici più prestigiosi.


Dall’Australia al Messico: la rinascita di un gigante

Dopo un inizio di stagione altalenante, culminato comunque in un buon terzo turno agli Australian Open, Vacherot sembra aver ritrovato il feeling perfetto sulle superfici rapide messicane. Se al debutto contro Coleman Wong aveva dovuto lottare e rimontare un set di svantaggio, contro un’icona come Gael Monfils la prestazione è stata monolitica.

“Mi sono sentito fluido fin dall’inizio, mi muovevo rapidamente”, ha dichiarato Valentin a fine match. Nonostante un ritardo di oltre due ore nel programma, il monegasco ha mostrato una maturità mentale impressionante, gestendo l’attesa con una routine da veterano e travolgendo Monfils con un doppio 6-3 che non ammette repliche.

Il tributo a Monfils: lo scontro tra generazioni

Vacherot ha avuto parole di grande stima per “La Monf”, che sta vivendo i suoi ultimi mesi nel tour: “Il ricordo che avrò di lui è la sua eterna voglia di lottare. Anche quando non giocava bene, era sempre lì a scivolare e saltare. Ho un enorme rispetto per lui”. È il passaggio di testimone tra un funambolo che ha fatto la storia e un nuovo protagonista che fa della concretezza fisica la sua arma migliore.

Focus Tecnico: Il servizio come “Insurance Policy”

Dal punto di vista tecnico, il successo di Vacherot si fonda su una biomeccanica del servizio quasi impeccabile, che gli permette di generare angoli stretti senza sforzo apparente.

  • L’impatto della palla: In quota ad Acapulco, la palla viaggia più velocemente. Vacherot è stato magistrale nel colpire la palla con estrema fluidità, riducendo le rotazioni per cercare la massima penetrazione.
  • Gestione del campo: La sua capacità di muovere lateralmente un difensore eccelso come Monfils dimostra un miglioramento netto nel timing del diritto. Non cerca più solo la potenza pura, ma la precisione millimetrica negli angoli, un fattore che nel tennis moderno è fondamentale per restare stabilmente nei Top 30.

Prossima fermata: Brandon Nakashima

Vacherot cercherà ora l’accesso alla sua prima semifinale dell’anno contro Brandon Nakashima. Un match che si preannuncia come una scacchiera tattica tra due dei giocatori più solidi del momento. In palio non c’è solo il turno successivo, ma la conferma che Valentin appartiene stabilmente ai piani alti della classifica.

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Author: Redazione

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