Il futuro del tennis è appeso a un filo? Per Patrick Mouratoglou, la risposta è un preoccupante “sì”. Il celebre coach francese, mente dietro l’accademia che porta il suo nome e ideatore dell’Ultimate Tennis Showdown (UTS), è tornato a vestire i panni del profeta di sventura, vaticinando una vera e propria ecatombe per lo sport della racchetta entro i prossimi trent’anni se non verranno presi provvedimenti drastici.
Un pubblico che invecchia: il rischio invisibile
Secondo Mouratoglou, l’attuale benessere economico di ATP, WTA e dei tornei del Grande Slam è un’illusione ottica. Sebbene i diritti televisivi e gli sponsor siano ai massimi storici, la base degli appassionati appartiene a una generazione (quella degli anni ’70 e ’80) che sta invecchiando.
“Il tennis è il mondo di ieri, creato prima del 1900 e mai realmente modificato nel formato”, ha spiegato il tecnico a Eurosport France. “Se i giovani sotto i 30 anni non consumano più questo prodotto, entro il 2050 il tennis non avrà più sponsor, né pubblico, né futuro”.
La crisi del formato lungo: anche i pro non guardano i match
L’analisi di Mouratoglou tocca un punto nevralgico: il cambiamento dei modelli di consumo nell’era dei social media e dello streaming. La soglia dell’attenzione è crollata e i match di tre o cinque ore risultano anacronistici per le nuove generazioni.
Il dato più sorprendente emerso dalle sue conversazioni con i giocatori professionisti è che il 100% degli atleti ammette di non guardare più partite intere, limitandosi agli highlights. “Il prodotto non è più adatto ai giovani”, conclude Mouratoglou, sottolineando la necessità di una rivoluzione strutturale.
Focus Tecnico: La ricetta UTS tra sport e spettacolo
Per rispondere a questa crisi, Mouratoglou propone il modello UTS, che non va confuso con una semplice esibizione.
- Intensità reale: A differenza delle esibizioni dove i giocatori competono al 30%, nell’UTS la fatica fisica e mentale è reale, paragonabile a un match ufficiale.
- Formato dinamico: Match divisi in quarti di tempo, coaching “live” e l’uso di “carte bonus” per rendere ogni punto imprevedibile.
- Interazione: Il pubblico è parte integrante dello show, rompendo la rigidità del silenzio tradizionale che, secondo il francese, allontana i neofiti.
Una coesistenza necessaria?
Mouratoglou non chiede la cancellazione immediata del tennis tradizionale, ma propone una collaborazione strategica. L’idea è far coesistere il formato classico con quello dell’UTS, permettendo ad ATP e WTA di testare nuove soluzioni prima che il calo d’interesse diventi irreversibile. “Se la gente smetterà di guardare il tennis tradizionale, le organizzazioni saranno costrette a cambiare tutto in una notte. Meglio farlo ora, insieme”.
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Domanda per la community: Siete d’accordo con Mouratoglou? Il tennis deve “velocizzarsi” per sopravvivere o il fascino dei match lunghi è proprio ciò che lo rende unico? Scrivetelo nei commenti! 👇
