Musetti ritrova il sorriso a Barcellona: “Vittoria fondamentale, ma il rovescio a una mano sta scomparendo”
Lorenzo Musetti aveva un bisogno vitale di una giornata così. Al Barcelona Open 2026, l’azzurro ha superato un esordio insidioso contro il giovane talento di casa Martín Landaluce, rimontando un inizio complicato e chiudendo con il mestiere e la classe che lo contraddistinguono.
Non è stata una vittoria qualunque: per Lorenzo è il primo successo dall’Australian Open, un risultato che mette fine a mesi di sofferenza dovuti all’infortunio e alla mancanza di ritmo. “Non sono stati mesi facili per me e per il mio team,” ha ammesso Musetti in una conferenza stampa ricca di spunti tecnici e riflessioni profonde sul futuro del gioco.
La “sentenza” sul rovescio a una mano
Nonostante sia uno dei massimi esponenti dell’eleganza classica, Musetti ha sorpreso tutti con una riflessione onesta e quasi malinconica sul colpo che lo ha reso celebre.
“Il rovescio a una mano è il colpo più difficile e spettacolare del tennis, ma nel gioco moderno l’intensità è così alta che non dà più vantaggi. Vi dico la verità: non lo insegnerei a mio figlio. Con il rovescio a due mani hai troppi vantaggi in risposta, nel coprire il campo e nei recuperi”.
Focus Tecnico: L’evoluzione verso la velocità pura
L’analisi di Musetti spiega perfettamente perché il tennis stia cambiando pelle:
- La fine dello specialista classico: Osservando i giovani come Landaluce, Jódar o Fonseca, Lorenzo nota come non siano i “tipici spagnoli” da terra battuta. Colpiscono piatto, senza troppo spin, con una mentalità da cemento. “Cercano di rubare tempo all’avversario fin dal primo colpo,” spiega l’azzurro.
- Il peso della risposta: Nel tennis moderno, dove il servizio è sempre più dominante, il rovescio a due mani permette una stabilità superiore nell’impatto, fondamentale per neutralizzare le traiettorie avversarie.
- Il recupero difensivo: La velocità della palla attuale rende i recuperi estremi sul lato sinistro quasi impossibili con una sola mano, a meno di non possedere una forza fisica e un timing fuori dal comune.
Il nuovo corso con il team e la sfida dei punti
Dopo l’infortunio in Australia, Musetti ha dovuto resettare tutto. Il lavoro con il nuovo team (José, Simón e gli altri) sta iniziando a dare i frutti proprio a Barcellona, città dove il suo coach vive e si sente a casa.
- Recupero fisico: La priorità assoluta resta la salute. Lorenzo ha deciso di non guardare la classifica: “So che ho molti punti da difendere sulla terra, ma la priorità è arrivare al Roland Garros nella migliore condizione possibile”.
- Fattore mentale: Vincere una partita lottata e rimontata è la miglior medicina per la fiducia. “Oggi Martín mi ha regalato qualcosa nei momenti chiave, ma io sono stato bravo a restare solido e aggressivo”.
Il boom del tennis italiano
Musetti ha chiuso con un pensiero sul momento d’oro del movimento azzurro. “Il tennis, specialmente in Italia, sta ottenendo un successo incredibile. C’è un livello di professionismo fin da giovanissimi che prima non esisteva”. Lorenzo, che a soli 24 anni è già al suo sesto anno nel circuito, si sente quasi un veterano di questa nuova ondata.
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Domanda per la community: Siete d’accordo con la “sentenza” di Musetti? Il rovescio a una mano è destinato a diventare solo un ricordo romantico o ci sarà sempre spazio per la classe pura nel tennis moderno?
