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Medjedovic rinasce a Barcellona: "Jorge Aguirre è il mio secondo padre, mi ha cambiato la vita"BARCELONA, SPAIN - APRIL 12: Hamad Medjedovic of Serbia in action agaisnt Quentin Halys of France in Qualifying match during the second day of the Barcelona Open Banc Sabadell 2026 at Real Club de Tenis Barcelona on April 12, 2026 in Barcelona, Spain. (Photo By Javier Borrego/Europa Press via Getty Images)

Il sorriso di Hamad Medjedovic è tornato a splendere sotto il sole del Barcelona Open 2026. Dopo mesi complicati, segnati dall’adattamento ai ritmi serrati del circuito ATP e da un’uscita temporanea dalla Top 100, il giovane talento serbo sembra aver ritrovato la bussola. La vittoria al Challenger 125 di Napoli è stata la scintilla; l’approdo al secondo turno nel Principato catalano, dopo aver superato le qualificazioni e Marco Trungelliti, è la conferma: il “leone di Novi Pazar” è tornato.

“Mi sento benissimo, la vittoria a Napoli è stata fondamentale per garantirmi il tabellone principale a Parigi,” ha confessato Hamad a Puntodebreak. Ma dietro questo “rinascimento” c’è un nome preciso: Jorge Aguirre.

La svolta di Malaga: uscire dalla zona di comfort

Il passaggio dalla Serbia alla Spagna, avvenuto lo scorso anno, non è stato una semplice scelta professionale, ma una vera e propria rivoluzione esistenziale. Medjedovic ha lasciato i suoi affetti per trasferirsi all’Higuerón (Malaga), affidandosi totalmente alle mani di Aguirre.

Focus Tecnico: La trasformazione in tennista multidisciplinare

Il lavoro svolto con Jorge Aguirre sta trasformando Medjedovic da “colpitore di potenza” ad atleta completo. Ecco i cardini del progetto:

  1. Solidità fisica e mentale: Aguirre ha lavorato sulla regolarità. Il tennis di Hamad, fatto di accelerazioni brucianti (fuoco), necessitava di un controllo glaciale (ghiaccio) per non andare fuori giri nei momenti di stanchezza.
  2. Adattamento ai campi lenti: La vittoria sulla terra di Napoli e i successi a Barcellona dimostrano che il serbo ha imparato a costruire il punto, non cercando solo il vincente immediato ma muovendo l’avversario con più pazienza.
  3. L’equilibrio emotivo: “Jorge ha cambiato la mia prospettiva di vita, non solo il tennis,” spiega Medjedovic. La serenità trovata a Malaga, grazie anche al supporto della moglie di Aguirre, Paula, ha permesso ad Hamad di metabolizzare lo stress di vivere lontano da casa, trasformando la Spagna nella sua nuova “comfort zone” competitiva.

Verso la sfida con De Minaur

Il tabellone mette ora Hamad di fronte a un test di altissimo livello: Alex de Minaur. L’australiano, uno dei migliori difensori del circuito, è l’opposto tattico del serbo. “Quest’anno tutto mi arriva più naturalmente grazie all’esperienza accumulata,” dichiara Medjedovic, che ha già dimostrato di poter impensierire l’australiano in passato.

Un binomio destinato a durare

Le parole di Medjedovic riflettono una maturità rara per un ragazzo del 2003. La consapevolezza che il successo non arrivi per magia, ma attraverso il duro lavoro e il sacrificio personale, è il primo passo verso l’élite. Con Aguirre al suo fianco, Hamad non ha solo trovato un allenatore, ma un mentore capace di sbloccare un potenziale che oggi appare infinito.


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Domanda per la community: Secondo voi, Medjedovic ha le caratteristiche tecniche per diventare il prossimo grande nome serbo dopo l’era Djokovic? Scrivetelo nei commenti! 

Redazione
Author: Redazione

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