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Madrid si tinge d'azzurro: otto italiani all'assalto del trono (senza Alcaraz)

Il Mutua Madrid Open 2026 parla italiano. Con Jannik Sinner a guidare la spedizione come numero 1 del mondo, l’armata azzurra si presenta ai blocchi di partenza con ben otto rappresentanti nel main draw (in attesa delle qualificazioni). Ma se Sinner gode di un sorteggio favorevole, per gli altri “moschettieri” la terra madrilena promette battaglie durissime fin dai primi scambi.

Berrettini, sfida tra giganti: Shelton all’orizzonte L’attenzione è tutta su Matteo Berrettini. Il romano esordisce contro il belga Collignon, un match alla portata che serve a rompere il ghiaccio. Ma il vero brivido arriva al secondo turno: ad attenderlo c’è Ben Shelton. In altura, con due servizi del genere, le palline rischiano di bucare il campo. È il classico match da “dentro o fuori” che può cambiare il volto del torneo per Matteo.

Musetti e l’incrocio con Hurkacz: prova di maturità Parte alta anche per Lorenzo Musetti, che dopo il bye potrebbe trovarsi subito di fronte lo scoglio Hubert Hurkacz. Per il carrarese è un test fondamentale per misurare le ambizioni di semifinale, dove – sognare non costa nulla – potrebbe profilarsi un derby storico proprio contro Sinner. In zona c’è anche Mattia Bellucci, che proverà a farsi strada partendo dalla sfida contro Dzumhur.

Il fattore sorpresa: Cinà, Darderi e Cobolli Occhi puntati sulla wild card Federico Cinà. Il forfait dell’ultimo minuto di Draper ha cambiato le carte in tavola: niente Michelsen, ma un qualificato. Per il giovane talento siciliano si apre una ghiotta opportunità di guadagnarsi un secondo turno di prestigio. Nella parte bassa, invece, Luciano Darderi e Flavio Cobolli (teste di serie rispettivamente 18 e 10) attendono i vincenti di sfide intriganti: Darderi punta il clan Cerundolo, mentre Cobolli sogna il colpaccio contro il vincente di Monfils-Carabelli per poi sfidare Medvedev.

Interpretazione tecnica: L’altura, croce e delizia azzurra Madrid non è Roma. La velocità della palla favorisce i nostri “bombardieri” come Berrettini e Sonego, ma richiede una sensibilità estrema a giocatori di tocco come Musetti. La vera notizia è la densità del tennis italiano: avere otto giocatori capaci di ambire alla seconda settimana in un Masters 1000 è il segnale definitivo di un movimento che non ha più confini.

Quale italiano, oltre a Sinner, farà più strada a Madrid? Scrivetelo nei commenti!

Redazione
Author: Redazione

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