Il tour d’addio di Stan Wawrinka ha toccato una delle tappe più significative della sua leggendaria carriera. L’uscita dal Barcelona Open 2026 per mano di Cameron Norrie ha lasciato lo svizzero con un retrogusto agrodolce: una battaglia lottata punto su punto, decisa da pochi dettagli, che segna però il suo definitivo congedo dal suolo spagnolo.
“Questa sconfitta fa più male perché so che è l’ultima volta qui,” ha ammesso Stan in una conferenza stampa carica di emozione. “Sono cresciuto tennisticamente in Spagna, giocando i tornei Satellite e sognando di diventare come Moyá o Costa. Essere stato qui, su questo campo, è stato il coronamento di quel sogno”.
Il fattore Magnus Norman: 13 anni di successi
Uno dei momenti più toccanti della riflessione di Wawrinka riguarda il suo allenatore storico, Magnus Norman. Il binomio svizzero-svedese è uno dei più vincenti dell’era moderna, capace di scardinare il dominio dei Big Three con tre titoli Slam.
“Concludere con Magnus al mio fianco è incredibile. Mi ha spinto oltre i miei limiti, aiutandomi a diventare un giocatore migliore. È un grande amico e la persona che mi ha permesso di vincere tutto ciò che ho vinto”.
Analisi Tecnica: L’eredità del rovescio a una mano
Interpellato sul futuro del suo colpo d’eccezione, Wawrinka ha offerto una lucida analisi tecnica sulle difficoltà e il fascino del rovescio monomano nel tennis contemporaneo.
Focus Tecnico: Perché il rovescio a una mano non scomparirà
- La sfida della potenza: Stan ha spiegato come, a livello giovanile, il rovescio a due mani sia favorito perché permette di generare forza più facilmente. Tuttavia, il rovescio a una mano offre una varietà tattica superiore.
- Le leve e il ritmo: “Con una mano sola puoi cambiare ritmo, usare lo slice per difenderti o generare potenza estrema anche quando sei in corsa e in difficoltà,” ha sottolineato lo svizzero.
- L’erede designato: Ancora una volta, Wawrinka ha indicato Lorenzo Musetti come il giocatore capace di “dettare e variare” con questo colpo, portando avanti una tradizione che sembrava destinata a svanire.
Sinner e Alcaraz: “Il divario con gli altri è enorme”
Con la schiettezza che lo contraddistingue, “Stanimal” ha analizzato l’attuale gerarchia del circuito. Secondo lo svizzero, al momento non esiste nessuno in grado di sfidare il duopolio Sinner-Alcaraz con la stessa fermezza con cui lui affrontava Djokovic, Nadal e Federer.
“Attualmente, Sinner e Alcaraz giocano un tennis molto migliore nei momenti cruciali. La distanza tra loro e il resto del gruppo è attualmente molto ampia. Vedremo chi riuscirà a colmare questo gap nei prossimi anni”.
Prossima fermata: Roma
Nonostante i 41 anni e la delusione di Barcellona, la fame competitiva di Wawrinka non si è ancora spenta. Il suo programma prevede ora il passaggio per l’Italia, con le qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia a Roma, forse precedute da un torneo Challenger per ritrovare quel ritmo partita necessario a chiudere la carriera “giocando ad alto livello”.
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Domanda per la community: Stan ha indicato Musetti come erede del rovescio a una mano, ma chi secondo voi ha oggi la stessa forza mentale di Wawrinka per battere i nuovi “Big Two” nelle finali Slam? Scrivetelo nei commenti!
