Il tennis italiano sta vivendo un’epoca d’oro senza precedenti, e tra i grandi protagonisti di questa ascesa c’è senza dubbio Flavio Cobolli. Il giovane romano, fresco di approdo ai quarti di finale dell’ATP 500 di Monaco 2026, ha rilasciato un’intervista profonda a Eurosport Germania, analizzando il momento magico del movimento azzurro e l’impatto “schermante” che i successi di Jannik Sinner hanno sui colleghi.
“Lorenzo (Musetti) ha ragione: Jannik ci toglie pressione perché vince un torneo quasi ogni settimana,” ha ammesso Flavio. Un paradosso che però nasconde un’insidia: “A casa ormai un quarto di finale Slam sembra la normalità. È un peccato, ma siamo felici che l’asticella sia così alta”.
Cobolli e la terra rossa: l’identità di un lottatore
Nonostante il 2026 gli abbia già regalato il titolo sul cemento di Acapulco (il suo secondo ATP 500), Cobolli non dimentica le sue origini. Con il tour europeo su terra battuta entrato nel vivo, l’azzurro punta a consolidare la sua classifica su una superficie che definisce “di casa”.
Focus Tecnico: La solidità da fondo e il fattore Davis
Il percorso di Flavio a Monaco mette in luce i progressi fatti nella gestione dello scambio lungo:
- Adattamento alle condizioni pesanti: Monaco di Baviera offre spesso campi umidi e palle pesanti. Cobolli, cresciuto sui campi in terra battuta, sta dimostrando una capacità superiore nel generare spinta anche quando la superficie non aiuta, utilizzando il diritto carico per aprirsi il campo.
- L’eredità della Coppa Davis: Cobolli ha rivelato di guardare il video della storica vittoria in Davis (la terza consecutiva per l’Italia) ogni notte prima di un match. “Mi fa venire la pelle d’oca. Quel successo con Matteo (Berrettini) e i ragazzi è inspiegabile”. Quella mentalità vincente si riflette ora nella sua capacità di restare calmo nei momenti chiave del match.
- Il confronto con Zizou Bergs: Domani nei quarti ritroverà il belga, già sconfitto proprio in Davis. La sfida sarà tattica: Cobolli dovrà essere bravo a comandare il gioco senza farsi trascinare nel tennis imprevedibile di Bergs.
Ambizione e umiltà: “Voglio migliorare come Jannik”
Il successo di Cobolli non è frutto del caso, ma di un’ambizione costante che prende ispirazione proprio dal numero 1 del mondo. “Voglio sempre migliorare, proprio come fa lui,” ha concluso Flavio. La sua crescita costante nel 2026 lo ha reso un giocatore completo, capace di vincere su ogni superficie e di gestire il peso di un’Italia che ormai si aspetta la vittoria in ogni weekend.
A Monaco, Flavio non cerca solo una semifinale, ma la conferma di essere un tassello fondamentale di quella “corazzata azzurra” che sta riscrivendo la storia del tennis mondiale.
Resta sintonizzato su Infotennis per seguire il cammino di Flavio Cobolli a Monaco e in tutta la stagione sulla terra!
Domanda per la community: Siete d’accordo con Cobolli? I successi continui di Sinner aiutano gli altri italiani a giocare più liberi o rischiano di “oscurare” risultati comunque straordinari come un quarto di finale a Monaco o in uno Slam?
