Esistono momenti che definiscono una carriera non per un trofeo alzato, ma per una rottura psicologica. Nel 1986, al Lipton International Players Championship di Boca Raton, il tennis assistette a uno dei cortocircuiti più iconici della storia: il collasso di Jimmy Connors contro Ivan Lendl e, soprattutto, contro il giudice di sedia Jeremy Shales. Un episodio che ancora oggi spiega cosa significasse essere “Jimbo”: un uomo costantemente convinto che l’intero universo stesse complottando contro di lui.
1986: L’ultima trincea di un leader generazionale
A 34 anni, con otto Slam in bacheca, Connors non era più il dominatore assoluto degli anni ’70. Il testimone era passato a John McEnroe e al “robot” Ivan Lendl, allora numero 1 del mondo. Eppure, l’americano non aveva alcuna intenzione di abdicare. La sua costanza era leggendaria, con sette semifinali raggiunte nei suoi ultimi Major.
Il torneo di Boca Raton sembrava il palcoscenico perfetto per la rinascita. Dopo aver liquidato nomi del calibro di Adriano Panatta e Yannick Noah, Connors si trovò di fronte il suo nemico giurato: Ivan Lendl. I precedenti dicevano 13-12 per l’americano, ma Lendl aveva vinto gli ultimi sette scontri. La tensione era elettrica.
Il “Caso Shales”: cronaca di un incendio annunciato
Il match arrivò al quinto set. Lendl era avanti 3-2 e 30-0 nel game, con un break di vantaggio. Su un colpo di rovescio dello svedese finito (secondo Connors) abbondantemente fuori, il giudice di sedia Jeremy Shales chiamò il “40-0”. Fu la scintilla che fece esplodere Boca Raton.
Connors disprezzava Shales. Nelle sue memorie racconterà di aver passato l’intero match convinto che l’arbitro lo stesse derubando sistematicamente.
- Connors: “No, no, no! Ti sbagli!”
- Shales: “La palla è buona, Mr. Connors. Prosegua il gioco.”
- Connors: “Stai scherzando, la palla era fuori!”
- Shales: “Il punteggio è 40-0, giochi.”
Da lì, il collasso. Connors si rifiutò di riprendere il gioco, scatenando una delle squalifiche più celebri del circuito maschile.
Focus Tecnico: L’evoluzione del “Late Hit” e il controllo del giudice di sedia
Dal punto di vista del regolamento, il caso Connors-Shales oggi verrebbe risolto in pochi secondi grazie all’Electronic Line Calling (Hawk-Eye). All’epoca, però, la discrezionalità del giudice di sedia era assoluta.
Il ruolo del “Misfire” psicologico
Tecnicamente, Connors soffriva il gioco di Lendl perché il ceco era stato il primo a introdurre il tennis “heavy-topspin”da fondo campo, che mandava fuori giri il timing piatto e d’anticipo di Jimmy. Quando il fisico non arrivava più sulla palla “pesante” di Lendl, la frustrazione di Connors si spostava sull’arbitro. Il rifiuto di giocare (default) è una violazione del codice di condotta che prevede:
- Warning (Avvertimento)
- Point Penalty (Punto perso)
- Game Penalty (Game perso)
- Default (Squalifica)
Connors bruciò le tappe in pochi minuti, preferendo la squalifica alla sottomissione a una decisione che riteneva ingiusta.
L’eredità di una battaglia psicologica
Jimmy Connors non ha mai giocato solo contro un avversario; ha giocato contro i fantasmi di una stampa che non lo amava abbastanza e di un pubblico che, secondo lui, non gli riconosceva il merito di essere il migliore. Quel giorno a Boca Raton, Connors perse il match, ma cementò il suo mito di “ultimo guerriero contro il sistema”.
