Jessica Pegula e il "metodo della calma": "La mia personalità è l'arma segreta nelle situazioni limite"

Jessica Pegula, testa di serie n. 1 del WTA 500 di Charleston 2026, continua la sua maratona sulla terra verde americana. Nei quarti di finale, la statunitense ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per rimontare l’azzurra Elisabetta Cocciaretto, sconfitta con il punteggio di 1-6 6-1 7-6 dopo oltre due ore di battaglia.

Nonostante la terra non sia la superficie d’elezione per la n. 5 del mondo, la Pegula sta dimostrando che, quando il tennis non brilla, è la tenuta mentale a fare la differenza tra una sconfitta precoce e una semifinale guadagnata.

Gestire il caos: il “Poker Face” della n. 5 WTA

In una partita altalenante, caratterizzata da nebbia e temperature rigide che hanno reso difficile l’ingresso in campo, la Pegula ha fatto affidamento sulla sua proverbiale freddezza.

“Quando mi trovo in situazioni limite, la mia personalità mi aiuta a restare calma. Non mi stresso troppo e cerco di non darlo a vedere. Spesso gli avversari traggono energia dalle emozioni altrui: se io non mostro nulla, per loro diventa difficile capire come mi sento e come colpirmi.”

Questa capacità di “risoluzione dei problemi” è stata fondamentale nel terzo set, quando sotto 1-4, Jessica è riuscita a resettare lo stato d’animo, concentrandosi esclusivamente sul servizio per cambiare l’inerzia del match.

Il rispetto per l’azzurra Cocciaretto

La Pegula non ha risparmiato elogi per la prestazione di Elisabetta Cocciaretto, definendola una giocatrice estremamente insidiosa.

  • Il servizio ingannevole: “Nonostante non sia altissima, piazza la palla molto bene. È un servizio difficile da leggere.”
  • La capacità di piazzamento: La statunitense ha sottolineato come l’azzurra sia stata brava a muovere il gioco negli angoli, mettendo a nudo le difficoltà di movimento iniziali della testa di serie n. 1.

Focus Tecnico: La preparazione “polmonare” per la terra

Molti potrebbero vedere queste vittorie sofferte come un segnale di debolezza, ma la Pegula le interpreta come un investimento tattico.

  1. Ritmo partita: Giocare match lunghi ora permette di mettere “chilometri nelle gambe” in vista di Roma e Parigi.
  2. Adattamento aerobico: “Preferisco soffrire ora che fra un mese. Queste partite preparano i miei polmoni e le mie gambe alla fatica della terra battuta,” ha spiegato Jessica.
  3. Transizione difensiva: Il passaggio da Putintseva (giocatrice di ritmo e palle alte) alla Cocciaretto (più aggressiva e angolata) ha costretto la Pegula a variare il suo piano di gioco in meno di 24 ore, un test eccellente per la sua duttilità tattica.

Verso la semifinale: l’ostacolo Diana Shnaider

Il prossimo turno vedrà la Pegula opposta alla mancina Diana Shnaider. Una sfida che si preannuncia “astuta”, come definita dalla stessa Jessica. “Contro una mancina è sempre complicato. Lei è aggressiva e sta giocando con molta fiducia. Dovrò adattarmi rapidamente, specialmente perché non c’è un giorno di riposo per metabolizzare i diversi stili delle avversarie affrontate finora.”


Segui Infotennis per la cronaca live della semifinale tra Pegula e Shnaider!

Domanda per la community: La capacità di Jessica Pegula di restare “impassibile” è un vantaggio tattico reale o nel tennis moderno serve un po’ più di “grinta” plateale per intimidire l’avversaria? Dite la vostra nei commenti! 👇

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