Cosa succede a Iga Swiatek? La polacca, reduce dal trionfo a Wimbledon 2025 che sembrava aver scacciato i fantasmi della crisi, è tornata al centro di una bufera mediatica che stavolta non riguarda il dritto o il servizio, ma la sua gestione mentale. Dopo l’eliminazione ai quarti del WTA 1000 di Doha contro Maria Sakkari, l’attenzione si è spostata sul legame quasi inscindibile con la sua psicologa, Daria Abramowicz. Una relazione definita “senza precedenti” nel circuito e che, secondo alcuni storici collaboratori, starebbe diventando un limite anziché un valore aggiunto.
Una dipendenza che preoccupa gli esperti
A lanciare il sasso nello stagno è stato Artur Szostaczko, il primo allenatore che scoprì il talento di Iga. In un recente intervento al podcast Trzeci Serwis, Szostaczko ha espresso forti perplessità: “Non conosco nessuna tennista che trascorra giorno e notte con uno psicologo. Sono insieme in vacanza, ai tornei, guardano persino i film insieme”. Secondo l’ex tecnico, Swiatek sarebbe diventata troppo dipendente dalla Abramowicz, perdendo quell’autonomia decisionale necessaria nei momenti critici del match.
Focus Tecnico: Quando la mente blocca il braccio
Dal punto di vista tecnico e regolamentare, il tennis moderno concede sempre più spazio al coaching (anche mentale), ma la questione sollevata in Polonia riguarda l’efficacia dei meccanismi di difesa di Iga in campo. Ecco l’analisi tecnica del momento:
- L’assenza di “ancore” psicologiche: Gli analisti hanno notato che, a Doha e agli Australian Open, Iga è apparsa come un “nembo di nervi”. Nonostante la presenza costante della Abramowicz nel box, la tennista non sembra avere meccanismi di auto-aiuto rapidi (come il linguaggio dei segni o routine specifiche) per resettare dopo un errore.
- La flessione atletica e tattica: La Swiatek “devastante” che chiudeva i set in 20 minuti sembra aver lasciato il posto a una versione più vulnerabile. Tecnicamente, la fretta di chiudere il punto sta portando a un numero insolito di errori non forzati, un segnale tipico di chi sta perdendo la fiducia nei propri schemi di base.
- La risposta del clan: Tomasz Swiatek, padre della tennista, ha replicato duramente alle critiche sui social, invitando gli ex collaboratori a non interferire in dinamiche di cui non conoscono i dettagli. Tuttavia, il nervosismo attorno al team è palpabile.
Obiettivo Terra Rossa: il bivio della stagione
Iga Swiatek ha già segnato in rosso il calendario: la stagione sulla terra battuta sarà il banco di prova definitivo. Se i risultati non dovessero arrivare sulla sua superficie preferita, la pressione per un cambio radicale nello staff (e nel metodo di lavoro psicologico) diventerebbe insostenibile. La domanda che circola nel tour è semplice: il supporto 24/7 della Abramowicz è una medicina o sta diventando una gabbia dorata?
