Il tennis siciliano ha un nuovo protagonista che non smette di sognare in grande: Federico Cinà. Al Challenger 75 di Pune, in India, il giovane talento moscovita (di adozione tennistica e cuore siculo) ha letteralmente dominato il britannico Alastair Gray con un perentorio 6-4, 6-2. Una vittoria che profuma di maturità e che proietta Federico verso una semifinale crocevia della stagione, dove lo attende il croato Duje Adjukovic. Con questo successo, la Top 200 ATP non è più solo un obiettivo, ma una realtà a portata di mano.
Una solidità da veterano sul cemento indiano
Quello visto allo Shree Shiv Chhatrapati Sports Complex è stato un Cinà in versione “computer”. La statistica che più impressiona? Zero palle break concesse. In un circuito Challenger dove i turni di servizio sono spesso montagne russe emotive, Federico ha trasformato i suoi turni di battuta in una formalità, merito di una ritrovata continuità con la prima palla e di una gestione degli scambi da fondo campo impeccabile.
Il britannico Gray, giocatore ostico che fa del servizio e del rovescio a una mano le sue armi principali, è rimasto letteralmente intrappolato nella ragnatela dell’azzurro. Cinà ha saputo alternare momenti di estrema solidità a improvvise accelerazioni di diritto che hanno lasciato l’avversario immobile, confermando che il lavoro fisico svolto dopo l’Australian Open sta dando i frutti sperati.
Analisi Tecnica: Il “kick” e l’uscita dal servizio
Perché Cinà ha dominato Gray? La chiave regolamentare e tecnica risiede nella profondità della risposta.
- Risposta aggressiva: Cinà ha approfittato della staticità di Gray in uscita dal servizio. Nel secondo set, Federico ha sistematicamente risposto tra i piedi del britannico, impedendogli di organizzare il colpo successivo.
- Gestione del Cemento Rapido: A Pune il cemento è rapido ma sincero. Cinà ha dimostrato di aver imparato a “colpire davanti”, togliendo tempo a un Gray abituato a ritmi più blandi.
- Il fattore mentale: Dopo la delusione di Melbourne contro Vallejo, l’azzurro ha mostrato una tenuta mentale differente. Non ha ancora perso un set nel torneo, eliminando specialisti come Kumasaka e Shimizu con una facilità disarmante.
Verso la Top 200: la sfida con Adjukovic
La semifinale contro Duje Adjukovic (già n. 105 del mondo nel 2024) sarà il vero “test del nove”. Il croato è un giocatore solido, che non regala nulla e che alza l’asticella della qualità atletica. Per Cinà sarà il primo scontro diretto contro di lui: una vittoria non varrebbe solo la finale, ma l’ingresso ufficiale nell’élite del tennis mondiale, abbattendo il muro dei primi 200.
