In una notte che doveva essere di festa per il tennis mondiale, Novak Djokovic ha lanciato un fulmine a ciel sereno. Invitato ai Laureus Awards di Madrid in una veste inedita di co-conduttore, il 24 volte campione Slam ha gelato la platea con un’ammissione che ridisegna la stagione sulla terra rossa: “Sono infortunato, spero di essere pronto almeno per il Roland Garros”. Una frase che suona come una resa anticipata per gli Internazionali d’Italia a Roma.
Un 2026 in salita per il Re di Belgrado A 38 anni, il fisico di Nole sembra presentare il conto. Dopo un inizio di stagione avaro di soddisfazioni — fatta eccezione per la semifinale agli Australian Open — il serbo ha disputato solo due tornei. L’infortunio alla spalla destra, che lo ha già costretto a saltare Miami e Madrid, pare non voler dare tregua. L’obiettivo ora è una corsa contro il tempo per arrivare a Parigi con un minimo di condizione, evitando di compromettere l’intera estate.
L’elogio ai “nuovi re” Sinner e Alcaraz Nonostante il momento difficile, Djokovic ha dimostrato la consueta classe celebrando i suoi eredi. “Sinner e Alcaraz sono super star, persone incredibili. Il nostro sport è in buone mani”, ha dichiarato Nole, sottolineando come i due giovani abbiano dominato gli Slam nel 2025. È un passaggio di consegne verbale che, unito ai problemi fisici del serbo e di Alcaraz, lascia a Jannik Sinner il ruolo di unico padrone incontrastato del circuito in questo momento.
Interpretazione tecnica: La solitudine del numero 1 Il paradosso di Madrid e Roma 2026 è servito: mentre i Laureus celebrano il tennis con quattro nomination (Sinner, Alcaraz, Sabalenka e Fonseca), i campi rischiano di svuotarsi delle loro icone. Per Djokovic, saltare Roma significa arrivare al Roland Garros senza match ufficiali sulla terra battuta, una condizione che renderebbe quasi impossibile la difesa del titolo contro un Sinner in stato di grazia.
Senza Djokovic e Alcaraz, Roma perde fascino o è l’occasione perfetta per vedere Sinner trionfare in casa? Commentate qui sotto!
