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Djokovic alza bandiera bianca: ufficiale il forfait a Madrid. Il Re punta tutto su Roma?

La notizia che i fan del tennis non avrebbero mai voluto leggere è arrivata: Novak Djokovic non giocherà il Mutua Madrid Open 2026. Nonostante le recenti immagini che lo ritraevano in allenamento a Marbella, il 24 volte campione Slam ha deciso di cancellarsi dall’entry list ufficiale del Masters 1000 spagnolo, posticipando ulteriormente il suo rientro nel circuito.

“Purtroppo non potrò partecipare al torneo quest’anno. Sto continuando il mio recupero per tornare presto”, ha scritto Nole sui propri canali social, confermando i dubbi che lui stesso aveva espresso pochi giorni fa durante un match di Eurolega a Madrid.

Il vuoto nella Caja Mágica: le ragioni del forfait

Gli organizzatori del torneo hanno salutato il tre volte campione con un messaggio colmo di stima: “Speriamo di rivederti presto qui per ammirare di nuovo il tuo tennis”. L’assenza di Djokovic, unita alle incertezze fisiche di Carlos Alcaraz, toglie al torneo madrileno uno dei suoi poli d’attrazione principali, ma apre una riflessione profonda sulla strategia del serbo.

Focus Tecnico: La gestione dei carichi a 38 anni

Il ritiro di Djokovic da Madrid non è solo una questione di “problemi fisici”, ma una scelta tattica precisa per preservare il finale di carriera:

  1. La vulnerabilità della terra battuta: Come visto nelle scorse stagioni, il passaggio dal cemento al rosso è la fase più critica per le articolazioni di Nole. Forzare il rientro in altitudine a Madrid — dove la palla viaggia più veloce e i recuperi sono più secchi — avrebbe potuto compromettere l’intera estate.
  2. Obiettivo Roma-Parigi: La scelta di saltare la Spagna suggerisce che Djokovic voglia utilizzare gli Internazionali d’Italia a Roma come unico vero test prima del Roland Garros. Il Foro Italico offre condizioni di gioco molto più simili a quelle parigine rispetto alla Caja Mágica.
  3. Il recupero muscolare: Nole ha ammesso di avere ancora fastidi fisici. A 38 anni, il tempo di “guarigione clinica” non coincide più con quello di “ritorno alla competizione”. Il serbo ha bisogno di settimane di allenamento senza dolore prima di affrontare match al meglio dei tre o cinque set.

Ranking in bilico: Sinner e Alcaraz ringraziano?

L’assenza di Djokovic a Madrid ha ripercussioni dirette sulla lotta per il numero 1 del mondo. Se da un lato Jannik Sinner ha l’opportunità di accorciare ulteriormente le distanze, dall’altro la mancanza di ritmo partita potrebbe pesare enormemente su Djokovic una volta arrivato al Roland Garros, dove dovrà difendere una quantità enorme di punti.

Il circus si sposta ora con lo sguardo verso Roma. Sarà il Foro Italico lo scenario del ritorno del Re? La sensazione è che Novak stia giocando una partita a scacchi con il proprio corpo, dove l’unico obiettivo che conta davvero è farsi trovare pronto per la terra rossa di Parigi.


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Domanda per la community: Secondo voi, saltare Madrid è la mossa giusta per vincere il Roland Garros, o arrivare a Parigi con un solo torneo (Roma) nelle gambe è troppo rischioso anche per uno come Djokovic? 

Redazione
Author: Redazione

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