La rotazione nel tennis è essenziale per un servizio efficace. Oltre al servizio piatto, esistono due opzioni principali: il servizio in slice e quello in kick. Entrambi sfruttano il modo in cui la palla “gira” per creare traiettorie difficili da gestire per l’avversario.
Il servizio kick: come padroneggiare la rotazione verticale
Il servizio kick (o in topspin) si distingue per la sua traiettoria parabolica e il suo rimbalzo imprevedibile. Per eseguirlo correttamente, è fondamentale l’altezza dell’impatto, che idealmente avviene sopra la testa. A differenza del servizio piatto e dello slice, il lancio della palla deve essere circa 10 cm più a sinistra del corpo. Questa posizione permette di colpire la palla con una traiettoria verticale e obliqua, sfruttando il movimento del gomito per generare potenza.
Durante l’impatto, la pronazione dell’avambraccio e una maggiore deviazione ulnare della mano sono cruciali. Questi movimenti fanno sì che la palla acquisisca una rotazione verticale e obliqua, che le permette di saltare in alto dopo il rimbalzo. Un servizio kick produce in media 3.300 rotazioni al minuto (rpm), circa 50 km/h in meno rispetto a un servizio piatto, ma il suo imprevedibile rimbalzo lo rende un’arma potentissima.
Kick vs. Slice e Piatto: un confronto tra rotazioni
L’asse di rotazione della racchetta al momento dell’impatto determina il tipo di spin.
- Servizio kick: L’asse di rotazione è verticale e obliquo, con un angolo di circa 55° rispetto al terreno.
- Servizio slice: L’asse di rotazione è quasi perpendicolare al terreno, con un angolo di circa 70°.
- Servizio piatto: L’asse di rotazione è perpendicolare al terreno, con un angolo di circa 75°.
Questo confronto dimostra come la direzione e la velocità di rotazione siano fondamentali per variare il servizio e mettere in difficoltà l’avversario. Padroneggiare queste rotazioni è la chiave per un servizio non solo potente, ma anche intelligente.

