Buona la prima per Marco Cecchinato nel fango rosso del Ruanda. Il “Ceck”, impegnato nei sedicesimi di finale dell’ATP Challenger 75 di Kigali, ha rispettato il pronostico della vigilia superando il tunisino Aziz Ouakaa con il punteggio di 7-5 6-1. Una vittoria fondamentale per l’azzurro, che in questo 2026 cerca punti pesanti per risalire la china nel ranking e ritrovare quel feeling con la terra battuta che lo ha reso celebre nel mondo.
Il match: Primo set di nervi, poi è dominio Ceck
L’inizio dell’incontro è stato più equilibrato del previsto. Aziz Ouakaa, entrato in tabellone grazie a una wild card, ha provato a tenere il ritmo del palermitano nel primo set, giocando con coraggio e senza timori reverenziali. Cecchinato, però, ha saputo aspettare il momento giusto: sul 5-5, l’azzurro ha alzato l’intensità dei suoi colpi carichi di spin, centrando il break decisivo per chiudere il parziale sul 7-5.
Nel secondo set, la resistenza del tunisino si è sciolta sotto il sole di Kigali. Marco ha preso il controllo totale dello scambio, muovendo l’avversario da una parte all’altra del campo e chiudendo la pratica con un rapido 6-1 in poco più di un’ora di gioco complessiva.
Calendario e Prossimi Impegni
Con questo successo, Cecchinato accede agli ottavi di finale dove la competizione inizierà a farsi più serrata. Il tabellone di Kigali vede ai nastri di partenza specialisti del rosso come l’argentino Marco Trungelliti (testa di serie n. 1) e lo spagnolo Roberto Carballes Baena, segnali di un torneo dal livello tecnico decisamente alto per la categoria.
Analisi Tecnica: Il servizio come arma tattica a Kigali
L’occhio dell’esperto: Giocare a Kigali significa fare i conti con l’altitudine (circa 1.500 metri), che rende la palla più veloce e difficile da controllare anche sulla terra battuta. Cecchinato è stato magistrale nel gestire questa variabile: invece di cercare solo la potenza, ha utilizzato molto il servizio in kick per mandare fuori campo Ouakaa e aprirsi il campo per il suo celebre sventaglio di dritto. Nel secondo set, la percentuale di prime palle in campo dell’azzurro è salita vertiginosamente, annullando ogni possibilità di replica dell’avversario.
