Il clima nel circuito femminile è più teso che mai. Il caso che vede protagonista Lesia Tsurenko e la WTA ha raggiunto un nuovo picco di tensione dopo che la giustizia statunitense ha respinto la causa intentata dalla tennista ucraina contro l’associazione. Le dichiarazioni rilasciate dal suo allenatore, Nikita Vlasov, aprono uno squarcio inquietante sulla convivenza negli spogliatoi e sulla gestione politica del tour professionistico.
Le accuse shock: “Condividiamo gli spazi con chi ci vuole morti”
Le parole di Vlasov sono un attacco diretto non solo alle colleghe russe e bielorusse, ma soprattutto alla leadership di Steve Simon, CEO della WTA. Secondo l’allenatore, l’organizzazione sarebbe a conoscenza di posizioni pro-invasione all’interno del circuito, senza però prendere provvedimenti disciplinari.
“Condividiamo gli spogliatoi con persone che desiderano la morte delle nostre famiglie e l’annientamento del nostro popolo. La WTA si limita a parole di circostanza, ma non fa nulla di concreto,” ha dichiarato Vlasov, sottolineando un clima di insostenibile pressione psicologica per le atlete ucraine.
Il precedente: l’attacco di panico a Indian Wells
La vicenda affonda le radici nel marzo 2023, quando Tsurenko si ritirò poco prima del match contro Aryna Sabalenka a causa di un improvviso attacco di panico. La tennista accusò allora Steve Simon di “abuso morale” durante una conversazione privata, sostenendo che le fosse stato comunicato che non ci sarebbero state sanzioni o esclusioni per chi appoggiava il conflitto. Un evento che ha segnato l’inizio di una spirale negativa per l’ex numero 23 del mondo.
Analisi Tecnica: Perché la causa è stata respinta?
Dal punto di vista legale e regolamentare, la giudice federale Naomi Reice Buchwald ha respinto l’istanza della tennista ucraina per due motivi principali:
- Mancanza di obbligo giuridico: Tsurenko non è riuscita a dimostrare che la WTA avesse l’obbligo contrattuale o statutario di vietare la partecipazione alle atlete russe e bielorusse.
- Onere della prova: Le presunte promesse fatte da Steve Simon in forma privata non sono state supportate da prove documentali sufficienti a trasformarle in un vincolo legale.
La WTA ha ribadito la propria linea: sostegno umanitario alle atlete ucraine, ma nessuna discriminazione basata sulla nazionalità, seguendo le linee guida del CIO per gli atleti neutrali.
Il dramma sportivo: Lesia Tsurenko fuori dal ranking
L’aspetto più amaro di questa vicenda è l’impatto sulla carriera della giocatrice. Quella che un tempo era una delle protagoniste del circuito, capace di raggiungere i quarti di finale agli US Open, oggi non ha più un ranking WTA. L’inattività prolungata e il logorio mentale derivante dalla battaglia legale e dal conflitto in patria sembrano aver allontanato definitivamente la Tsurenko dal tennis giocato.
Resta aggiornato su Infotennis per seguire l’evoluzione di questo caso e le possibili repliche ufficiali della WTA.
Domanda per la community: Credete che la WTA debba intervenire più duramente sulle opinioni politiche delle atlete o è giusto mantenere la neutralità sportiva sopra ogni cosa? Dite la vostra nei commenti! 👇
