L’investitura di Berrettini: “Fonseca è un Big 3, lotterà per tutto con Sinner e Alcaraz”
Il verdetto del campo a volte va oltre il punteggio. Dopo la sconfitta subita al Rolex Monte-Carlo Masters 2026 per mano di Joao Fonseca, Matteo Berrettini non ha usato giri di parole per descrivere il fenomeno brasiliano. Ai microfoni di Ubitennis, l’azzurro ha rilasciato dichiarazioni pesanti, che sanno di vera e propria investitura per il diciannovenne carioca.
“È un giocatore senza difetti”, ha ammesso onestamente Berrettini. “Credo diventerà il terzo membro dei nuovi Big 3. Competerà per ogni grande titolo insieme a Sinner e Alcaraz”.
Un confronto generazionale impressionante
Ciò che ha colpito maggiormente Matteo è la precocità di Fonseca, già stabilmente tra i primi 40 giocatori del mondo e con un titolo ATP 500 in bacheca.
“Alla sua età io non giocavo neanche i Futures,” ha sottolineato il romano con un sorriso amaro. “Se penso a quanto sono migliorato dai 19 anni in poi e guardo lui oggi… il suo potenziale è incredibile”.
Analisi Tecnica: Perché Fonseca è “senza difetti”?
L’analisi di Berrettini riflette una realtà tattica che sta lasciando a bocca aperta il circuito. Joao Fonseca non è solo un colpitore potente, ma un atleta completo.
Focus Tecnico: Le armi del “terzo Big 3”
- Velocità di braccio: Fonseca possiede una capacità rara di generare potenza gratuita sia con il diritto che con il rovescio, anche in situazioni di difesa estrema. La palla “esce” dalle sue corde con una rapidità che ricorda i primi passi di Alcaraz.
- Solidità biomeccanica: A differenza di molti giovani, il brasiliano ha già una struttura fisica e un’efficienza nei movimenti che gli permettono di non avere buchi nel gioco. Non ha un lato debole da aggredire; il rovescio è solido quanto il diritto.
- Personalità e gestione dei momenti: Battere un giocatore esperto come Berrettini sulla terra di Montecarlo richiede una maturità tattica superiore. Fonseca sa quando spingere e quando rallentare, una dote che solitamente si acquisisce dopo anni di tour.
Il futuro del tennis è già qui
Le parole di Berrettini tracciano la rotta per i prossimi dieci anni di tennis mondiale. Se il dualismo Sinner-Alcaraz ha dominato le ultime stagioni, l’inserimento di Fonseca potrebbe creare quel “triumvirato” che gli appassionati aspettavano dopo l’era Federer-Nadal-Djokovic.
Per Matteo, nonostante la sconfitta, resta la consapevolezza di aver affrontato un giocatore che, a detta sua, “vincerà Slam, che siano 3, 5 o 20 non lo so, ma sarà lì in cima”.
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